Perché ci baciamo?
- costanzadanisi
- 20 giu
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 21 giu
Il bacio è un apostrofo rosa tra le parole t’amo? Non per forza, ma è comunque molto piacevole.
Negli ultimi decenni neuroscienziati, psicologi e antropologi si sono sempre più spesso interrogati su quale sia il significato del bacio nella specie umana, e su quanto questo comportamento possa essere considerato universale. Quello che è emerso è che, mentre i baci sul viso tra le persone appartenenti allo stesso gruppo sociale o alla stessa famiglia sono riscontrabili in quasi tutte le società umane, il bacio sulle labbra con fini erotici e romantici è molto meno comune. Avendo scoperto che il bacio romantico è tanto più diffuso quanto più è complessa la struttura di una società, gli scienziati hanno ipotizzato che questo comportamento sia legato all’affermazione di elite sociali, come segno di distinzione sociale e di controllo degli affetti e delle espressioni emotive.
Detto questo, però, sorge la domanda: ad oggi, nel 2026, perché noi esseri umani ci baciamo? E perché ci piace così tanto? Le ragioni individuate dalla scienza sono tre.
È super eccitante
La prima ragione individuata è che i baci ci aiutano a entrare nel giusto mood per proseguire in altre attività ancora più piacevoli. Questo perché le labbra sono una delle zone più sensibili del corpo umano, con una quantità di terminazioni nervose pari a quella delle dita, e quindi durante un bacio si generano un’infinità di sensazioni. Tutta questa stimolazione sensoriale porta il nostro cervello a entrare in uno stato di eccitazione. La respirazione accelera, la pelle si riscalda, le pupille si dilatano e la circolazione sanguigna si intensifica. Tutti questi fenomeni, mediati dal sistema nervoso autonomo, riflettono uno stato di eccitazione fisiologica simile a quello indotto da uno stimolo sessuale. Inoltre, il nostro cervello rilascia dopamina, la quale produce un piacevole effetto euforico, ossitocina, l’ormone responsabile dell’attaccamento e della fiducia, e endorfine, che mediano il senso di piacere e benessere fisico. Tutti questi cambiamenti fisici ci mettono nella condizione di volerne ancora, rendendo i baci come le ciliegie: uno tira l’altro.
È uno strumento di indagine
Nel momento in cui baciamo qualcuno, il nostro cervello riceve un sacco di informazioni. Tra queste, alcune sono anche relative al sistema immunitario. Secondo la logica evoluzionistica, uno degli elementi che condizionano la scelta di un partner è la possibilità di avere dei figli sani: siamo quindi spinti a selezionare qualcuno con un sistema immunitario il più diverso possibile dal nostro, in modo che quello della prole sia più forte. Questo è il motivo per cui a volte, dopo aver baciato una persona che ci piace molto, scopriamo che “non c’è chimica” e l’attrazione crolla: il nostro cervello ha deciso che fare figli con quella persona non è una buona idea.
Ci fa sentire più vicini al partner
Il terzo motivo, che è anche quello che varie ricerche indicano come più importante, è che i baci migliorano la relazioni: ci fanno sentire più vicini al partner, ci aiutano a riavvicinarci e ritrovare la complicità dopo i conflitti, e aiutano in generale l’equilibrio della relazione. Un esperimento di una sociologa finlandese e una linguista svedese, Julia Katila e Asta Cekaite, osservando varie coppie nelle proprie case, ha dimostrato che i baci fanno parte di dei veri e proprio dialoghi dell’intimità, che regolano l’andamento della relazione e aiutano i partner a stare sulla stessa lunghezza d’onda. Quando abbiamo voglia di riempire di bacini il partner, il nostro cervello sta quindi facendo un ottimo lavoro per farci sentire vicini e in sintonia.
Insomma, il bacio è uno strumento potentissimo: grazie a esso possiamo scoprire quanto una persona è compatibile con noi, ci aiuta a entrare nel mood per fare cose spicy, e soprattutto ci permette di essere più in sintonia con i nostri partner e a goderci una relazione più piacevole.
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